Valeria Fedeli, ultimo disastro Così la ministra si è fatta umiliare da un ragazzino


La storia la racconta, nella sua rubrica “Buongiorno” in prima pagina su La Stampa, Mattia Feltri. E’ quella dell’incontro tra la ministra dell’Istruzione Valeria fedeli e il parlamento degli studenti di Toscana. Nel corso del quale, a un certo punto, il presidente dell’assemblea si è rivolto alla ministra dicendo: “A scuola studiamo gli Assiri e i Babilonesi e poi accendiamo la tv e ci accorgiamo di non sapere nulla di quanto accade in Siria o in medio Oriente”.

Ce l’aveva il ragazzino, Bernard Dika, col fatto che a scuola il programma di storia si conclude ancora con la seconda guerra mondiale, mentre i fatti della contemporaneità vengono ignorati. Ora, sottolinea Mattia Feltri, un ministro avrebbe chiarito che la scuola deve dare ai ragazzi le basi necessari per comprendere la contemporaneità, la cui spiegazione è invece compito di giornali, tv, libri e internet. Perchè la scuola istruisce, non informa, aggiunge Feltri.Invece, la Fedeli s’è molto complimentata don Dika e ha promesso di interessarsi alla modifica dei programmi: meno babilonesi e più attualità. Il punto, conclude l’editorialista de La Stampa, è che un ragazzo ha il diritto di essere un ragazzo, mentre un ministro ha il dovere di avere un ministro.

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