LUI E’ IL FIGLIO DI DE LUCA DEL PD.. INCREDIBILE QUELLO CHE HA FATTO! VI LASCERA’ SENZA PAROLE!

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LUI E’ IL FIGLIO DI DE LUCA DEL PD.. INCREDIBILE QUELLO CHE HA FATTO! VI LASCERA’ SENZA PAROLE!

Scrive Simone Di Meo su Lettera43:

“Li manda papà. Il primo è Piero, 36 anni. Professione avvocato con scarso interesse per la professione forense. Con la sola forza dell’albero genealogico è entrato, col più tipico dei blitz ferragostani, nella segreteria regionale del Partito democratico. Il partito di famiglia, considerato che l’illustre genitore Vincenzo è il governatore della Campania.

Due De Luca is meglio che one. Oddio, ci manca il terzo. L’altro figlio. Roberto che, seguendo la tradizione della real casata, è diventato super assessore comunale al Bilancio e uomo forte dell’Amministrazione municipale. Dove? A Salerno, naturalmente. Il “feudo” di famiglia che da 30 anni almeno è saldamente nelle mani di Vincenzo ‘o sceriffo, già sindaco e deputato locale. E oggi capo indiscusso e indiscutibile di Palazzo Santa Lucia.

Tutti e tre – babbo e prole – hanno lanciato l’Opa sul Pd e l’hanno scalato. Assai poco democraticamente. Dei modi spicci del presidente della Regione si sa tanto. Delle capacità di Roberto e Piero scopriremo tra poco ma ambo le nomine hanno creato problemi di tenuta tra i dem. L’assessore comunale, per dire, s’interfaccia con gli uffici di papà per discutere di finanziamenti europei e investimenti. Conflitto d’interessi? Corsia preferenziale?

Se in Italia esiste il capitalismo di relazione, a queste latitudini c’è la relazione da capitalizzare. La presenza di De Luca jr nel board campano del Nazareno da questo punto di vista è un’anomalia. Il figlio del governatore si troverà infatti a valutare l’azione politica del padre e a correggerne (!) eventualmente la rotta.

È credibile uno scenario del genere? No, infatti gli orlandiani – quei pochi che si sono asserragliati nelle riserve indiane dem armati di sole frecce mentre tutt’attorno avanzano le truppe deluchiane con fucili e polvere da sparo – promettono battaglia. A maggior ragione dando credito alle voci che vogliono Piero prossimo candidato alle Politiche del 2018 con la benedizione di Matteo Renzi in persona a suggello di un patto che risale ai tempi del Referendum del dicembre 2016.”

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